Passiamo la vita cercando ciò che la renda degna di essere vissuta, tentando di prolungare il viaggio senza conoscerne la destinazione. Cerchiamo di prevedere ciò che ci potrà accadere per evitarlo e vivere a lungo, dimenticandoci che, sì, è importante vivere a lungo, ma è altrettanto cruciale vivere una vita che conti davvero. Non potendo decidere come morire, cerchiamo disperatamente di decidere come vivere. Ma è davvero così? O stiamo lentamente perdendo questo desiderio?
Penso che la qualità della vita non si misuri soltanto in anni, ma soprattutto nella sua largevità: un termine che ho voluto coniare personalmente, per indicare una vita abbondante, profonda, vissuta. Il termine longevità proviene dal latino longaevitas, che unisce longus (lungo) e aevum (età, vita). Riflettendo su questo, ho capito che vivere con il solo obiettivo di accumulare anni, senza preoccuparsi della qualità del presente, lascia insoddisfatti. Così ho creato il concetto di largevità (Largevity in Inglese), che trae origine da largus (largo, inteso come generoso, abbondante) e aevum.